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#mobility

Gli allenamenti sono sempre più intensi, la stanchezza si accumula e i dooms sono all’ordine del giorno: cosa fare?
Se i presupposti sono questi io consiglio di dedicare una parte del riscaldamento alla mobility (ancor meglio se specifica per il workout seguente). Per mobility intendiamo un lavoro specifico per la mobilità articolare e la scioltezza muscolare.
Suggerimenti pratici: con il foam roller dedicatevi al detensionamento del piriforme e degli ischio crurali (sopratutto se dopo avete un lavoro sul lower body); col bastone invece lavorate sulla traslocazione delle spalle col voltabraccia e all’attivazione del tratto lombare col good morning.
Questi sono esercizi semplici ma efficaci che vi permetteranno di ottimizzare il vostro warm up e migliorare la vostra seduta di allenamento oltre che alleviare i fastidi classici dello sportivo.

#squat

Lo squat è un esercizio tanto importante quanto complesso nella sua esecuzione.
Prima di approcciarsi a questo esercizio con bilanciere eseguite un buon riscaldamento lavorando sulla mobilità articolare di caviglia, ginocchia, anca, sulla flessibilita della muscolatura anteriore e posteriore ed, infine, sul rinforzo del core per strutturare la parte centrale del corpo. Non tralasciate la parte superiore del corpo poiché lo squat andrà ad interessare non solamente gli arti inferiori ma tutta la struttura muscolare (per esempio nel front squat bisogna dedicare particolare attenzione alla mobilità di spalle, gomiti e polsi).
Il mio consiglio è di imparare in maniera impeccabile la tecnica prima di iniziare a caricare il bilanciere: provate a lavorare a barra vuota eseguendo ripetizioni con tenuta isometrica sui tre angoli cruciali per 5″ e ripetere la sequenza per cinque serie da cinque ripetizioni.
Buon allenamento atleti!

#anamnesi

Cos’è? Perché si fa? Quando va fatta?

L’anamnesi è il momento più importante sia per il soggetto che inizia il suo percorso personalizzato, sia per il PT che deve programmare il percorso più adatto a lui.
Durante l’anamnesi si fa una valutazione del soggetto a 360 gradi valutandone non solo il suo background sportivo ma anche eventuali patologie, lesioni o alterazioni morfologiche. Si valuta la condizione di vita attuale sia lavorativa che alimentare oltre che provvedere alle dovute misurazioni antropometriche. Infine si cerca di capire i reali bisogni e motivazioni che spingono il soggetto ad affidarsi ad un professionista dell’esercizio fisico.
Concludo ricordando che nessun programma realmente studiato e personalizzato può prescindere da questo passaggio fondamentale.

#corestability

Il core è il baricentro del nostro corpo. Lo si può allenare sia in maniera statica che dinamica. In questo breve video mostrerò una variante del plank per renderlo dinamico.
Provare ad eseguire tre set da 30″ per lato con un recupero non superiore al minuto.
Buon allenamento atleti!
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#workshophandstand

Questo weekend ho avuto modo di creare un workshop per tutti coloro che, praticando crossfit, hanno ancora poca dimestichezza con le verticali e le camminate in verticale. Ho voluto portare la mia esperienza di preparatore fisico di atleti agonisti di ginnastica artistica maschile e femminile e team gym acrobatico, cercando di creare una propedeutica accessibile a tutti i neofiti. Il mio intento è stato quello di approfondire questa skill cercando di far capire l’importanza del controllo del corpo a partire dalle dita delle mani, passando per polsi, gomiti e spalle, fino ad arrivare al core, vero e proprio punto di forza per poter padroneggiare questo elemento ginnastico. Dopo aver impostato un warm up specifico per poter scaldare le articolazioni più interessate ed un accurato lavoro di mobility articolare delle stesse, si passa all’ativazione del core lavorando sulle tenute in plank, hollow, arch e varianti. In queste fasi bisogna prendere consapevolezza del proprio corpo iniziando a sentire tutte quelle sensazioni che dovremo poi replicare stando a testa in giù. Successivamente si passa ai lavori di controllo posturale e sensibilizzazione motoria dal box al muro (e varianti) fino ad approcciare la salita alla verticale con l’aiuto di uno spotter prima e, da soli, dopo. Una volta acquisite queste nozioni e messe in pratica si passa a tutti quei lavori di propedeutica per la camminata in verticale ricordando la tenuta del core e l’attivazione degli arti, sia superiori che inferiori. Da lì in poi non resta che provare e riprovare, sempre in sicurezza, questo esercizio. Concludo ricordando che ci sono varie scuole di pensiero sull’approccio alla verticale, ginnastica artistica, calisthenics, yoga, ecc, ma con lo stesso obiettivo: il mio consiglio è quindi quello di scegliere la propria strada e metterla in pratica sempre con la voglia di imparare e mettersi in gioco.

buon allenamento a tutti, atleti!

#handstandtutorial

Buongiorno atleti! Ho preparato per voi un video per migliorare la vostra verticale in tre semplici passaggi. Buon allenamento!